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Una fonte ricca di grazie e di benedizioni


"Sono il Padre Merimé YOKOSSI, Sacerdote della diocesi di Natitingou nel nord del Benin, un Paese dell’Africa occidentale. L’estate scorsa ero in Francia per una sostituzione di un prete nel paese di Gex, e ho sentito del pellegrinaggio a Notre-Dame de Guérison, tramite un’amica che mi ha iscritto.
All’inizio non sapevo cosa aspettarmi, ma volevo provare l’esperienza, soprattutto visto che si trattava di un pellegrinaggio mariano. 
Il minimo che possa dire è che l’esperienza è stata più che fruttuosa spiritualmente e umanamente.
Spiritualmente, basandomi sul detto secondo cui «ogni bene è un malato che si ignora», vorrei ricordarvi che tutti abbiamo qualche malattia che talvolta portiamo senza saperlo. 
Inoltre, come uomini, siamo affetti dalla ”malattia” del peccato e tutti abbiamo bisogno di guarigione. 
Un pellegrinaggio a Notre-Dame de Guérison è sempre utile per noi stessi o per i malati che conosciamo, come anche per quelli che non conosciamo e che hanno un bisogno profondo di essere ricordati nella preghiera, affinché sia loro concessa la grazia della guarigione.

Umanamente, è stato un momento di gioia, di incontro e di condivisione. 

Il fervore popolare era palpabile, e si sprigionava da questi uomini e donne venuti da diversi orizzonti, un profumo di benessere di cui solo la Vergine Maria ha il segreto. 

L’organizzazione é stata un successo, l’accoglienza é stata calorosa sia da parte dei sacerdoti presenti che dei pellegrini. Dopo la messa di accoglienza, presieduta da Padre Congolese Anselmo, parroco di una parrocchia in Belgio, abbiamo avuto la cena, e poi a letto presto perché il giorno dopo, la marcia si annunciava lunga e dura.

Mi domandavo  segretamente se avrei potuto farcela, perché non ero abituato a una lunga escursione in montagna e non una montagna qualsiasi, sulle Alpi. Per me sono  posti che si vedono solo in TV.

Il giorno dopo la marcia cominciava alle 5 del mattino, ci siamo alzati prima del sorgere del sole e solo le torce frontali penetravano l’oscurità come martelli pneumatici. 

L’acutezza del nostro udito ha sopperito alla cecità della nostra vista.

Solo il rumore dei passi sulla superficie ripida del sentiero di montagna, hanno informato il Creato della presenza umana in questi luoghi coperti dal manto della notte.

Camminammo così per ore, mentre gradualmente, il giorno cominciava ad alzarsi, ad albeggiare a sorgere completamente. In questo modo abbiamo potuto abbracciare con uno sguardo la grande folla dei pellegrini, sul meraviglioso spettacolo che ci offriva il giorno nascente. 

La difficoltà della camminata è stata attenuata dalla bellezza del paesaggio, dal fervore di scambi, dalla gioia condivisa. 

Momenti di adorazione, di pausa, di ristoro e di restauro sapientemente organizzati, hanno reso piacevole questo viaggio di otto ore di cammino. E la Vergine Maria era con noi, lasciando portare la sua staua sulle spalle da valorosi boy scout.

Arrivammo cosi lentamente a Courmayeur in Italia, al santuario di Notre-Dame de Guérison, per il grande appuntamento eucaristico. Il culmine del nostro pellegrinaggio.

Presieduta da Padre Anselmo, nel giorno del suo compleanno, la Messa ha suggellato la coesione di questa folla di pellegrini, che poteva così manifestare la sua fede in Gesù Cristo e ottenere i favori di sua Madre. 

L’omelia di Pére Yves è stata una vera e propria riscoperta dell’identità, del valore e della grandezza del Sacerdote, nonché della fiducia nella materna intercessione della Vergine Maria. Alla fine della messa, i sacerdoti hanno fatto un’unzione d’olio santo a tutti coloro che lo volevano. 

All’uscita della chiesa, le foto di rito per immortalare in immagini quei momenti già incisi in lettere d’oro nelle nostre memorie.

Mentre il giorno stava scendendo poco a poco, il ritorno al nostro campo base è stato fatto in autobus e una buona zuppa aspettava i pellegrini di ritorno a Orsiere. La gioia che si disegnava su tutti i volti era il segno visibile di un pellegrinaggio da cui immensi frutti scaturiranno su tutti coloro che vi hanno partecipato e sul mondo intero. Quanto a me, torno nel mio Paese, orgoglioso e lieto di aver preso parte a un così meraviglioso pellegrinaggio, affascinato dalle ricchezze spirituali ricevute, dalla bella organizzazione, dalla dedizione dei nostri ospiti e dal calore umano che ha caratterizzato i nostri scambi. Non vedo l’ora della prossima edizione di questo pellegrinaggio! Che la Madonna guaritrice interceda per noi, ora e sempre. Amen. "

Padre Mérimé YOKOSSI
Direttore del Collegio Cattolico
Mgr Lucien CHAMBENY de kérou
Repubblica del Benin